Avv. Barbara Bottecchia

Avv. Barbara Bottecchia

 Barbara Bottecchia, laureata all’Università di Padova nel 1987 con una tesi in diritto privato comparato, procuratore legale dal 1990, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Venezia dal 1996 al 2001, da sempre particolarmente sensibile alla tutela dei diritti individuali in ogni momento dell’esistenza, si dedica alle problematiche della persona sia come singolo che come membro delle diverse formazioni sociali.
Iscritta all’Aiaf dal 1996 (aiaf.it), si occupa, con passione, attenzione e empatia della vita familiare in ogni suo aspetto: matrimonio, separazione, divorzio anche con elementi di estraneità e conseguente applicazione delle Convenzioni internazionali in particolare europee. Ha maturato significativa esperienza in materia di filiazione, riconoscimento, modifica del nome, affidamento, responsabilità genitoriale (sottrazione internazionale, ordine di protezione), tutela del minore, dei nonni in particolare garantendo anche a loro il diritto di visita; tutela delle persone incapaci o con affievolimento delle capacità motorie o psichiche, sia come avvocato che come tutore, successioni e donazioni.
Si è occupata di formazione per il Consiglio dell’Ordine di Venezia-Fondazione Benvenuti e per l’Associazione Alzheimer di Venezia di cui è stata cofondatore e Vicepresidente dal 1996 al 2000 curando sia gli aspetti organizzativi della formazione sia come relatore. Ha partecipato altresì alla costituzione dell’Associazione Interprofessionale Notai ed Avvocati di cui è stata revisore quale delegata del Consiglio dell’Ordine . Iscritta dal 1998 all’Albo Arbitri della Camera Arbitrale di Venezia (link) crede da sempre nelle forme alternative alla giurisdizione e al contenzioso; di recente si è formata alla pratica collaborativa ed è iscritta all’AIADC (link) e all’IACP dal 2012 .
E’ iscritta alle liste degli avvocati, tenuto dal CDO, che prestano il patrocinio gratuito (link) in materia di famiglia e successioni.
Si è occupata altresi di procedimenti disciplinari innanzi al Consiglio dell’Ordine garantendo la difesa ai colleghi.